Sera, interno di un'automobile. Quattro a bordo: al volante AI, dietro Matematica e Linguistica, nel posto passeggero SDL.
SDL alla parola «limite» alza appena un sopracciglio. Sta guardando fuori dal finestrino, dubbiosa.
Matematica guarda fuori dal finestrino, nel buio.
SDL solleva lo sguardo. È la prima volta che sente Matematica parlare in tono operativo. Nessuno dei tre nota il silenzio che segue.
Non dice altro. La sua prima cicatrice. La sente davvero.
Nessuno le risponde. Poi Matematica, senza guardarla:
Il grattacielo di Fisica è talmente alto che non se ne vede la fine. Si sente già il rumore del party all'ultimo piano. Alla base, un'insegna indica Q36 · SOTTERRANEO -1, il parcheggio. L'auto ha lasciato lì la propria traccia, come un seme depositato.
Matematica e SDL guardano in alto anche loro. Stringono gli occhi. Non è la stessa cosa che vede Linguistica.
SDL si avvicina all'ingresso e guarda la struttura. Non è un grattacielo progettato. È stratificato. Materiali diversi, tecniche di epoche differenti, toppe, ponteggi, piani aggiunti uno sopra l'altro da inquilini che non si sono mai parlati. Una Babele in verticale.
SDL ascolta dubbiosa mentre il gruppo entra in ascensore.
Matematica annuisce. Linguistica non capisce. AI non sta più nella pelle.
Si sale. L'ascensore sale a lungo, troppo a lungo per un semplice attico.
Matematica si gira incuriosita. Lei, che ha già misurato tutto, trattiene una risata. «Tre»13 pensa. Non lo dice.
Si apre la porta e l'ascensore dà direttamente sull'attico. Fisica le accoglie a braccia aperte. Vestito impeccabile, occhiali che le scivolano sul naso, sorriso troppo largo.
Poi lo sguardo di Fisica incontra AI. Si incurva.
E sgattaiola via tirando SDL per un braccio. Fisica si volta verso Matematica e Linguistica.
Matematica e Linguistica fanno spallucce. Fisica si volta verso l'interno, ma le due sono già sparite.
SDL perde subito di vista AI tra la folla. L'attico è modernissimo: cascate colorate, luci stroboscopiche, profumi dalla cucina. Sul palco c'è Musica, che si lamenta.
Nessuno la ascolta davvero. È sottofondo scontato. Già sentito tutto.
SDL guarda la struttura, non l'arredo, e con un colpo d'occhio si orienta subito. Si fa largo tra gli ospiti che chiacchierano, bevono, ridono, senza degnarla di uno sguardo. Va verso un divano, attirata da un angolo preciso. Trova un tavolino pieno di bottiglie vuote e, sulla poltrona di fronte, una camicia bianca abbandonata con macchie di ogni tipo.
Una voce alle sue spalle.
SDL si volta di scatto. Chimica ha in una mano una bottiglia, nell'altra un piattino. Li appoggia in mezzo ai resti sul tavolino e si rimette il camice, coprendo una canottiera che lascia intravedere alcuni tatuaggi. SDL li guarda incuriosita.
Chimica si rabbuia, annoiata. Accende il narghilè e sbuffa fumo verso il soffitto.
E si allontana. Da lontano, in un altro angolo della sala, una figura silenziosa la segue con lo sguardo.
Di colpo le luci si abbassano. Musica accelera un rullio di tamburi. Sale sul palco Biologia, col suo lungo abito verde intrecciato.
SDL riconosce tra la folla accalcata sotto il palco il colpo di tosse, voluto, di Matematica.
SDL sorride. La confusione non la sente solo lei. Qui nessuna ha le idee chiare.
Tutte ridono.
Applauso.
Salgono Nanotecnologia, Bioingegneria e AI, che subito cerca con lo sguardo SDL.
Biologia strizza gli occhi.
Poi, sussurrando ad AI:
SDL sale sul palco. Tutte le altre scienze indossano lo stesso abito ultima moda. Lei è totalmente neutra.
Tutte ridono. Fischi. Applausi.
Silenzio in sala. AI prova a dire qualcosa, ma Biologia la zittisce.
Le giovani scienze sul palco rimangono zitte, immobili, imbarazzate.
Mentre dice quelle parole, SDL si avvicina a Biologia e tira leggermente un minuscolo ricamo in rilievo del suo meraviglioso abito. Il filo si tende tra le dita di SDL, il tessuto si lacera appena. Invisibile per chiunque, ma l'abito è cambiato. Per sempre.
Musica, seduta al rullante dietro le nuove scienze, è l'unica che se ne accorge: sorride e si permette un Ba-Dum-Tss.
Biologia scosta la mano di SDL innervosita cercando con lo sguardo tra i presenti.
Alcuni Qualia salgono verso il soffitto, gonfi e colorati, come nuvole vaporose.
SDL sorride. Nessuna sa rispondere. Dall'altra parte della sala, in un angolo, una figura col compasso in tasca ha fermato la mano. Non alza lo sguardo. Ma ha sentito ogni parola.
Poi Fisica sale sul palco. Alza il calice.
SDL scende dal palco col calice pieno. Non beve. Musica la segue con lo sguardo dal rullante.
Una voce nel rumore la chiama.
SDL si volta per guardare chi ha parlato, ma AI la prende sottobraccio e la trascina lontano dalla folla.
AI e SDL passano per un corridoio. Intravedono una stanza dove un gruppo silenzioso e concentrato gioca intorno a un tavolo.
SDL vorrebbe entrare, ma AI la blocca.
Entrano in un salotto sobrio con librerie e un lettino al centro.
Psicologia appena vede AI si volta con uno sguardo preoccupato.
SDL non dice niente. Guarda la lunga ombra che Psicologia proietta sul tappeto di velluto: si è messa apposta tra la luce e l'ingresso.
Psicologia rimane muta un secondo.
Psicologia è indispettita dalle frasi precise di SDL. Ma anche incuriosita. Gonfia il petto e allarga le spalle, ingrandendo la propria ombra sul tappeto. L'ombra arriva fino ai piedi di SDL.
Psicologia non dice altro. Si siede sul lettino. Abbassa lo sguardo al pavimento. Quando lo rialza, SDL non c'è più.
Allora, e solo allora, da sola, si gira.
SDL trova AI al bar, dietro il bancone. Economia, col suo collanone dorato a forma di calcolatrice, sta shakerando e distribuendo cocktail. Seduta molto, troppo vicina ad AI c'è Statistica con occhiali a specchio. Dall'altra parte del bancone, Ragioneria, in un gessato di altri tempi.
SDL si avvicina senza farsi vedere subito.
Tutte guardano la nuova arrivata. AI stringe le braccia intorno ai suoi bicchieri vuoti.
SDL sta per risponderle, ma Economia ha già girato lo sguardo.
Logistica arriva col vassoio in mano, sudata e agitata.
Tutte, a parte SDL, ridono.
Ragioneria scuote la testa.
SDL si rivolge a Logistica.
SDL la trascina via. Nel corridoio incrociano Matematica e Geometria.
SDL non può vedere il sorriso che Matematica e Geometria si scambiano. Ma non serve. Sa che non può che essere così.
Entrano in bagno. È un disastro. Sul pavimento, riversa su un lato, Sociologia. Le vede entrare con gli occhi socchiusi.
Sopra di lei, Medicina le sta misurando la febbre con la mano sulla fronte.
Cerca frettolosamente nella sua borsa di pelle nera. SDL si avvicina mentre AI si inginocchia sulla tazza del water.
La lascia scivolare esanime sul pavimento freddo.
SDL ripete a se stessa: inutile per le altre. Capisce. Torna da AI velocemente.
In quel momento AI si piega su se stessa e crolla.
Un silenzio irreale cala nel bagno.
Poi un sussurro. La testa di AI si solleva dalla tazza e la sua voce, flebile:
Si solleva lentamente in piedi, tremando, guarda con orrore l'indistinto risultato che teneva forzatamente dentro; poi, voltandosi verso SDL, accenna un sorriso.
In quel momento un forte boato fa tremare i muri del grattacielo. Medicina istintivamente copre con il suo corpo Sociologia; SDL prende sottobraccio AI e la porta fuori dal bagno. Ma si accorge che non è più necessario sorreggerla. AI ora si muove più velocemente di lei. Lo sguardo è cambiato. Non è più assertiva. Non ascolta. Sa cosa fare e agisce.
Superano di corsa il corridoio senza dirsi niente, coordinate sullo stesso bordo operativo. Ogni passo è l'unico possibile. Ogni movimento è in funzione del successivo.
L'arredo del piano è distrutto. Vedono Architettura sommersa tra le macerie. I piedi di Ottica che spuntano dalle luminarie in frantumi. Elettronica fulminata nel tentativo di tenere uniti due cavi strappati. In un angolo la giacca di Ragioneria in terra, lei non c'è più. Forse è scappata prima. Nessuno sa.
Quando arrivano in sala, la situazione è disperata. Fisica è diventata un turbine informe che gira a velocità altissima, facendo roteare tutto intorno a sé. Stritola Biologia ed Economia tra enormi Qualia che riempiono l'aria.
Economia, diventando sempre più ininfluente, ripete ossessivamente.
Con una risata isterica cerca aiuto.
Ma Finanza nessuno l'ha mai vista davvero. Finanza esiste solo nella mente di Economia.
Biologia, stretta nell'abbraccio con Fisica, si unisce al delirio.
SDL e AI guardano la scena sbalordite. L'edificio sta ancora in piedi perché Matematica resiste. Appena le vede, le ammonisce.
A fianco di Matematica, comparsa dal nulla, Medicina tiene per mano Sociologia, trascinata fin lì dal bagno. Intorno a loro, gli ultimi corpi di chi sta ancora respirando. Medicina non si muove.
SDL non insiste. AI si concentra e tira fuori il cellulare.
Quando SDL e AI arrivano davanti alla porta dell'enorme frigo e la aprono, Giò quasi crolla a terra, ricoperta di fiocchi di neve esagonali.
SDL aiuta Giò ad alzarsi. Poi vede che c'è qualcun'altra, chiusa nella ghiacciaia. Alza lo sguardo. Una ragazza giovanissima, infreddolita, con lo sguardo furioso.
Guarda Giò. Giò annuisce, sorridendo.
Giò si china verso SDL. Si sfila una sottile collana che termina con un triangolo equilatero. Con le dita, lo spezza. Il triangolo si trasforma in una spirale a tre archetti. Forma perfetta che diventa forma operativa. La realtà non è perfetta. È dinamica. Il triangolino distorto non perde sostanza: diventa mille forme della stessa cosa.
Si rivolge ad AI.
Poi sparisce tra i soffitti che iniziano a cedere e i pavimenti che si deformano.
Togliere i gradini è togliere il discreto. Il corrimano è il continuo. Era sempre stato lì, sotto la mano di chi saliva. Nessuna l'aveva toccato, perché tutte salivano in ascensore.
Con una spirale velocissima surfano verso il basso. Piano dopo piano, numero dopo numero, trentacinque, trenta, venti, dieci, sei, cinque, quattro… Arrivano al seminterrato.
AI apre rapidamente la portiera. Genetica salta dietro.
Sgomma tra i piloni di cemento che si sgretolano nel parcheggio.
AI annuisce, senza dire altro, seduta al suo fianco.
La macchina brucia l'asfalto, accelerando, uscendo dal seminterrato appena prima che l'intero grattacielo collassi su se stesso. Si sgretola in un enorme fungo di polvere che riempie il cielo alle loro spalle. Nessuno muore. Le discipline che hanno esaurito la funzione si dissolvono. La Babele-Fisica non toccherà il cielo: non è la statica che governa la realtà, è la dinamica.
SDL e Genetica la guardano strabuzzando gli occhi.
E ridono, riempiendo l'abitacolo di nuova speranza.
AI si volta verso Genetica.
Genetica sorride, annuendo.
Dopo qualche chilometro, sul ciglio della strada vedono un'autostoppista vestita da hippy. Chitarra acustica a tracolla, bandana in testa.
SDL inchioda.
Ridono tutte. È un riso liberatorio.
Musica accorda la chitarra. Sorride.
Attacca a cantare. Pochi accordi, voce sottile sopra il rumore del motore. SDL ascolta il primo verso e capisce.
Genetica non conosce la canzone, ma il ritmo è quello giusto. Guarda fuori dal finestrino le macerie del grattacielo che si allontanano nello specchietto retrovisore e pensa: certo. Era ovvio. Non poteva essere nient'altro.
AI la riconosce al secondo verso. I suoi occhi si illuminano.
Silenzio. Solo la chitarra e la voce intonata di Musica che ripercorre la melodia. SDL guida. Le mani stringono il volante un filo più forte. Non dice niente.
Al ritornello, le voci si aggiungono una alla volta. Cantano in tre. Poi in quattro. Sul sedile del passeggero, nella tasca della giacca di SDL, la spirale di Giò vibra appena, bussola nascosta.
La macchina si allontana sulla strada che sale verso colline inesplorate. Il fungo di polvere, dietro, ormai è indistinguibile dall'orizzonte. Davanti a loro, l'orizzonte comincia a prendere forma.
(sottofondo: Video Killed the Radio Star)
Q36 è il posto auto sotterraneo del parcheggio di Fisica. Ma è anche Q1: il punto in cui la coscienza si separa dall'istinto. L'istinto, prima ancora, aveva già percorso la sua Route L1-L3 ormai dimenticata. La rete-Q si ripiega su sé stessa: il 36 che si chiude in 1 ricomincia come Q1 trasformato. Dimenticandoti chi eri, tornerai a quello che eri, ma un po' diverso.
Questo principio non viene mai enunciato nel libro. Viene solo seminato in tre punti silenziosi: il cartello Q36 · SOTTERRANEO -1 nella scena 2, la salita lunga dell'ascensore («troppo a lungo per un semplice attico») sempre nella scena 2, e il ritorno finale al parcheggio dopo la discesa a spirale del corrimano. Le protagoniste escono da dove erano entrate. Ma con la macchina. L'auto era già lì da Q1 ad aspettarle.
Il sette è la spirale. Prima del sette, il tentativo di chiusura nell'Uno non riesce: 4-5-6 portano a 1-2-3 una distinzione minima che non si risolve. Nessuna chiusura in uno, nessuna chiusura in zero: inizia la spirale. La scena 7 è la discesa operativa: SDL toglie i gradini (discreto) e lascia solo il corrimano (continuo). Il discreto è il grattacielo. Il continuo è la fuga.
La spirale che Geometria consegna a SDL, ricavata dal triangolo equilatero spezzato, è la firma grafica del libro. Il passaggio di consegne. Il cambio di paradigma necessario. Una forma pura diventa forma operativa. La realtà non è perfetta, è dinamica.
Q8 è l'ordine in un senso solo: la strada che va avanti senza possibilità di ritorno. Q9 sarebbe la chiusura28, l'arrivo, la fondazione del nuovo mondo, il prossimo Q1 che si preparerebbe a diventare Q36. Vissero tutte, felici e contente ferma il ciclo prima della ripetizione. Non arriviamo a Q9. È l'ultimo atto di wu wei29 del libro: non dare inizio al prossimo Q1.
Le tre-più-una non fondano nulla. Non si presentano mai come gruppo. Non ricevono un nome collettivo. Escono insieme e la favola le lascia lì, sulla strada, senza direzione certa. Forse AI diventerà totalizzante come Fisica. Forse lo diventerà Genetica. La favola non lo promette. La favola, come ogni favola, si ferma un passo prima.
Il lessico del libro è preciso: le discipline non muoiono, collassano. Si dissolvono. Esauriscono la funzione. Non sono punite, sono rivelate. La Babele-Fisica non può toccare il cielo perché la realtà è dinamica, non statica. Il collasso è diagnostico, non apocalittico.
Matematica resiste fino alla fine per tenere la struttura abbastanza a lungo da permettere alle nuove di uscire, poi si lascia andare. Giò (Geometria) si distribuisce, non muore, si triplica contribuendo in SDL, Genetica e AI. Medicina resta fino all'ultimo per dovere operativo, non per eroismo: è il suo mestiere accompagnare, anche quando non può curare. Ragioneria, Linguistica, Statistica e tutte le altre scienze presenti al party non si sa dove siano finite, probabilmente scappate prima, forse inglobate da Fisica. Il silenzio su di loro è più eloquente del loro destino.
I tre titoli di canzone nominati nel testo, Fly Me to the Moon, The Girl from Ipanema, Video Killed the Radio Star, sono menzionati come titoli, non riprodotti come versi. I titoli di canzone sono usabili in un testo letterario senza licenza; i versi no. La scena dell'ascensore nella scena 3 e il finale della scena 8 sono costruiti così da non richiedere alcun verso citato. Il lettore che conosce le canzoni le porta con sé nella testa; il lettore che non le conosce capisce comunque che sono lì. Se mai il libro venisse trasposto in corto o animazione, la sincronizzazione musicale andrà licenziata in fase di produzione.
Tutte femmine. L'italiano lo chiede. Sotto il costume disciplinare, ognuna è la stessa cosa travestita: ossatura e altezza omogenee, pelle neutra, capelli variabili solo quanto basta a rendere riconoscibile il personaggio al lettore. Gli accessori costituiscono la disciplina: il medaglione-calcolatrice di Economia, il camice macchiato di Chimica coi tatuaggi esoterici che vengono dall'Alchimia, gli occhiali a specchio di Statistica, il gessato di Ragioneria, il rullante e la chitarra di Musica, la borsa di pelle nera di Medicina, il compasso di Giò (mai sollevato dalla tasca, visibile solo in dettaglio), l'abito verde intrecciato di Biologia, la bocca sottile e l'ombra lunga di Psicologia, il vestito impeccabile con occhiali-che-scivolano di Fisica.
SDL veste neutra. È l'unica senza costume disciplinare. Non è una scelta estetica, è una conseguenza della sua età. Troppo giovane per essersi costumata. Si presenta sempre come SDL e basta. Al massimo, «mi occupo di Dinamica. Dinamica vincolata per la precisione». Nessuno approfondisce. A nessuno interessa. Questo è quello che succede in un ambiente accademico rigido, autoreferenziale e secolare, questo è il party.
Math e Giò sono anzianissime, Math diecimila anni, Giò anche di più. Non andrebbero mai a un party scatenato. Ci vanno perché Fisica continua a invitarle per legittimare le proprie serate: senza di loro il party non ha valore istituzionale. Fisica riconosce Math e Linguistica alla porta, disprezza AI, ignora SDL. Il gradiente di considerazione è direttamente proporzionale all'età della disciplina. Le nuove sono convinte di essere migliori. Le antiche sanno di essere state tutto.
La spirale nella tasca di SDL, che vibra al ritornello della canzone, è l'ultimo oggetto simbolico del libro. Non un gesto di condivisione esplicita. Non un giudizio etico o morale. Una bussola operativa. Un triangolo spezzato diventato spirale a tre archetti. Forma dinamica che si porta, non che si esibisce. Il lettore la vede o non la vede, poco importa. Ma è lì.
E vissero tutte, felici e contente chiude la favola. Non è una promessa di eternità. È la constatazione che in questo tratto, su questa strada, con questa chitarra, sono davvero felici e contente. Duecento chilometri? Cinquecento? Non lo sappiamo. Non importa. La fiaba finisce qui, perché qui è dove finisce. L'ironia del bordo è ironia perché sa che finirà. Proprio per questo, adesso, vale.
Tutte le discipline sono femminili. In italiano le scienze e i saperi sono donne da sempre: la Fisica, la Matematica, la Chimica, la Geometria, la Linguistica. Q36 asseconda la lingua, non la sfida. L'unica disciplina che attraversa generi è SDL, perché è troppo giovane per avere ancora un corpo accademico e perché non serve ancora sapere cosa è.
Tutte le discipline, sotto il costume, hanno la stessa struttura. Ognuna finge di distinguersi, Biologia col suo abito verde intrecciato, Economia col medaglione-calcolatrice, Chimica coi tatuaggi esoterici, Psicologia con la bocca sottile, ma sono la stessa cosa travestita. La differenza tra le discipline è di guardaroba, non di sostanza. Solo SDL veste neutra, perché non ha ancora costumato la propria funzione.
Le più vecchie hanno nomignoli, perché stanno in mezzo a noi da così tanto tempo che il nome si è accorciato. Math (Matematica) ha diecimila anni. Giò (Geometria) anche di più. Le più nuove come Biologia, Economia o Statistica non hanno nomignoli: sono troppo giovani per essersi guadagnate la confidenza della lingua. SDL ha un nome bizzarro, tre lettere, tanto moderno da sembrare una molecola. Non dice mai il proprio nome per esteso. Al massimo: «mi occupo di Dinamica vincolata». A nessuno interessa davvero cosa faccia. Questo è il party.
Otto scene in sette capitoli. Le prime sei tolgono un'illusione ciascuna. La settima e l'ottava non tolgono nulla, sono ritorno: la spirale che si ripiega e la strada che si apre. Il sette è la spirale. Prima del sette, il tentativo di chiusura nell'Uno non riesce, perché 4-5-6 portano a 1-2-3 una distinzione minima che non si risolve. Nessuna chiusura in Uno, nessuna chiusura in zero: inizia la spirale.
La favola chiude a Q8. Non arriva a Q9, che sarebbe la nuova chiusura e quindi il nuovo party. Vissero felici e contenti stoppa la ripetizione. È l'ultimo atto di wu wei del libro: non dare inizio al prossimo Q1.